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The end of shit

Uno è su Skype che traduce dal latino insieme ad una ragazza di Nizza, l’altro fa esercizi di matematica ascoltando i Red Hot Chili Peppers, i cani russano in cucina, e nell’appartamento di sopra (da quasi un anno a questa parte) stanno trapanando e martellando ad intervalli regolari. Non ho mal di testa, ormai ho raggiunto l’immunità.

Quale momento migliore per fare delle riflessioni???

La verità è che è stato un periodo di merda. Un lunghissimo periodo di merda. Un infinito periodo di merda.

Non so più nemmeno quando questo periodo sia cominciato, non ne vedo la fine. Non lo dico per vantarmi, so che la vita è complicata per tutti, lo scrivo per imprimermi nella mente che in quanto periodo ha avuto un inizio e avrà una fine: the end of shit.

A tutta questa merda si è sommata l’adolescenza dei miei figli, i quali hanno diciannove mesi di differenza e due personalità mica da ridere (neanche a dirlo opposte).

Ma al di là del doversi districare fra richieste di maggior libertà (qui la vorrebbero totale), brutti voti a scuola, passaggi in auto a destra e sinistra, crisi, urla e strepiti, l’adolescenza dei figli ti obbliga a metterti in discussione, a fare il punto. Loro cercano di “ucciderti” come sosteneva Freud e tu devi essere pronta a rinascere. Ma tu sei pronta a rinascere?

Da quello che ho capito io se nella tua vita è andato tutto come hai sempre sognato, sei salva. Se qualcosa non è andato per il verso giusto…son cazzi. Indovinate da che parte sto?

E così ti ritrovi notte dopo notte con tuo marito che russa di fianco e con gli occhi spalancati a chiederti “Chi sono io?”.

Te lo chiedi così tanto che ti rompi le palle da sola. Ma un giorno decidi che vuoi la risposta prima che i figli ti “uccidano”.

E inizi a lavorarci.

 

Uno specchio

Più o meno due anni fa avevo scritto questo post (lunghissimo!) che avevo intitolato ‘Attimi in fuga’ (qui trovate il link).

Proprio l’altro giorno mi è tornato in mente e sono andata a ripescarlo nel blog.

Confesso che rileggerlo mi ha fatto scendere ben più di una lacrimuccia e ha suscitato in me emozioni davvero fortissime. Un po’ perchè  mi ha fatto ripensare a quei momenti, un po’ perchè mi sono resa conto di quante cose siano cambiate in questi soli due anni.

Allora,  mia figlia Alice aveva sedici anni e io mi trovavo a cominciare a fare i conti con tante sfide e situazioni tipiche dell’adolescenza, a cui (per quanto ci provassi e ci stia provando tuttora!), non mi sentivo mai realmente preparata. Ora, passati questi due anni, mi rendo conto che il ‘bello’ stava solo per venire. Ancora non sapevo a quante sfide quotidiane i miei figli adolescenti mi avrebbero messo costantemente di fronte. A quante volte sarebbero andati in crisi, ed io con loro. A quanti dubbi e domande mi sarei posta ogni volta che sarebbero venuti da me in cerca di un consiglio. A tutte quelle situazioni in cui avrei dovuto cercare di sembrare sicura e tranquilla, quando in realtà magari ero solo più confusa e spaventata di loro.

Pensiamo sempre di essere noi ad avere qualcosa da insegnare ai nostri figli, ma la verità è che molto spesso siamo noi ad imparare da loro. Ci spingono a metterci in discussione ogni giorno, ci spingono a fare i conti costantemente con parti della nostra vita e con certe nostre paure e ansie, che avremmo invece preferito ignorare. Ci portano ogni giorno a confrontarci con noi stessi, con le persone che siamo diventate, ad interrogarci su ciò che stiamo facendo.

E le risposte non sono sempre belle. O facili.

Perchè per quanto possiamo sforzarci di insegnare loro come muoversi e come agire, per quanto possiamo ‘teoricamente’ dire loro come comportarsi e cosa devono fare, la verità è che imparano soprattutto guardando il NOSTRO esempio e il NOSTRO modo di reagire e di affrontare le situazioni della vita di ogni giorno.

Un po’ come quando erano piccoli e ci stupivamo di scoprire in loro certi nostri gesti, certe nostre parole o espressioni e ci meravigliavamo di questa somiglianza, di quanto fossero così uguali a noi in tante piccole, minuscole cose.

Proprio come allora, i nostri figli non smettono mai di guardarci e nell’adolescenza soprattutto, il nostro modo di vivere ed affrontare le cose li influenza e condiziona tantissimo. Nel bene e nel male. Anche quando non ci sentiamo l’esempio migliore da seguire e a parole cerchiamo di convincerli a comportarsi in un modo totalmente diverso.

Anche se loro, in questo periodo, tutto quello che vorrebbero fare (e che spesso cercano di fare disperamente!),  è quello di essere il più possibile diversi da noi.

In questo momento sto davvero realizzando questa cosa e a volte mi spaventa un po’.

Questa sono io, in una foto bellissima scattata da Barbara

Proprio perchè mi costringe a guardarmi dentro,  a riportare a galla la mie di ansie e preoccupazioni di adolescente. A fare i conti rimasti in sospeso con certe parti del mio carattere, del mio modo di essere, di affrontare la vita e le sue mille situazioni differenti. Ad affrontare nuovamenti certe insicurezze e paure che avevi nascosto dentro di te, ma non superato.

Insomma, avere dei figli (soprattutto adolescenti), ti costringe a metterti davanti ad uno specchio e a guardarti dritto negli occhi. E io non sempre sono felice di quello che vedo.

Vorrei essere una madre migliore, vorrei riuscire a trasmettere loro meno della mia ansia e delle mie insicurezze. Eppure mi rendo conto che sono parte di me e che loro sono ormai troppo grandi per potergliele nascondere.

Non possiamo sempre fingere che tutto vada bene, quando certe giornate ci mettono a tappeto. Non possiamo essere sempre allegre e sorridenti. Fingere, come quando erano piccoli, raccontando loro che non stavamo piangendo, ma che c’era solo entrato qualcosa in un occhio. Ora sono grandi abbastanza per vedere il nostro dolore, anche se magari non ancora pronti a capirlo.

Sono molto felice ed orgogliosa dei miei figli, sia chiaro. Si stanno trasformando in tre persone stupende. A volte mi sento la mamma più fortunata del mondo, perchè li vedo sereni e sicuri ad affrontare il futuro. Li vedo gestire con coraggio e sicurezza certe situazioni che avrebbero mandato in crisi la me stessa adolescente e non posso che essere felice di questo.  Eppure, allo stesso tempo, non posso fare a meno di provare una fitta al cuore le volte in cui rivedo in loro certe mie debolezze, certe parti del mio carattere che non amo, certi modi di reagire alle situazioni che non avrei mai voluto insegnare loro.

Dobbiamo dare loro dei consigli, quando certi giorni siamo noi stesse ad averne bisogno. Li abbracciamo forte e diciamo loro di non avere paura, quando siamo noi stesse le prime ad essere spaventate. Diciamo loro che tutto andrà bene, quando vorremo qualcuno che lo dicesse a noi.

Insomma, i figli adolescenti sono una sfida continua, sanno metterci in crisi come poche altre cose nella vita, eppure sono anche l’occasione incredibile e straordinaria di crescere ed imparare ogni giorno.

E, in qualche modo, di farlo INSIEME. Credo che il segreto sia di non avere paura di mostrarci nelle nostre fragilità, di far vedere a loro (e in qualche modo anche a noi stessi!), ciò che c’è davvero dentro quello specchio in cui guardiamo e che un po’ ci fa paura.

Perchè sono loro il nostro specchio.

E non serve fingere o guardare da un altra parte.

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