Month: novembre 2014 (page 1 of 4)

Ogni mantra vale

Oggi compio 41 anni e mi sono fatta un regalo speciale: i miei primi 10 km di corsa.
Yeah!!!

 

 

Non sono neanche ad un quarto della distanza di una maratona, ma sono quasi a metà per essere una mezza maratoneta. Praticamente sono un quarto di maratoneta.
E per me, diversamente runner (vedi post), sarebbe un successo immenso.
Come ho fatto ad arrivare a 10?
Come tutti i runner, credo, ho utilizzato un mantra.
Ora provo a spiegarmi.
Cambiare città non è stato facile per me, figuriamoci per i miei figli.
Aspetti burocratici a parte, cambiando vita scendono in campo emozioni, sentimenti e legami.
Casa nuova, scuola nuova, insegnanti nuovi e amici nuovi. Un’altra vita.
Il più grande è riuscito subito a farsi inquadrare nel modo corretto e grosse difficoltà, nell’ambito scolastico, non ne ha avute.
Il più piccolo, invece, si è scontrato con un metodo completamente diverso da quello al quale era abituato: coccole, comprensione e voti alti pur se con poco sforzo.
Nei primi due mesi la storia e la geografia gli hanno causato non pochi mal di pancia e tanta preoccupazione: quattro quattro sul registro e quattro schiaffi morali (che, ora posso dirlo, male non gli hanno fatto) e l’idea di non potercela fare.
Chi mi conosce bene sa che a quel punto avevo già schierato contro l’insegnante di tali materie l’esercito con l’artiglieria pesante.
Poi ho deciso di provare una strategia diversa, un po’ come seguire una tabella per la preparazione di una mezza maratona.
Come prima cosa ho chiesto di parlare con la professoressa in questione per sentire la sua opinione.
Poi ho spiegato la mia.
Ci siamo trovate d’accordo sul fatto che il cambiamento, la timidezza, la paura, il non essere abituato ad interrogazioni orali di un certo livello con uno studio poco approfondito non possono essere affrontati.
Tornata a casa ho parlato sinceramente con mio figlio e abbiamo fatto un piano di lavoro.
Abbiamo studiato, fatto schemi, ripetuto, lavorato con i cd interattivi, abbiamo litigato, non ci siamo parlati e abbiamo fatto pace. Siamo andati a letto tardi e ci siamo alzati molto presto al mattino, abbiamo ripassato in macchina lungo il tragitto verso scuola. Lui ha sopportato il mio perfezionismo e io ho accettato di interrogarlo seduto a testa in giù.
Ieri è stato interrogato in geografia. Voto: 9
Ecco…
Per arrivare a 10 km ho pensato ai miei figli.
Ho pensato che volevo essere un esempio e dimostrare loro che volere è potere. Che se vuoi qualcosa devi sudare per averla, devi dedicarci del tempo, a volte anche quando sei stanco o vorresti fare tutt’altro.
Anche quando gli altri non la pensano come te e non ti sostengono.
“Ma chi te lo fa fare?” mi ha detto mia madre al telefono prima che uscissi a correre.
“Se solo lo voleste, potreste fare qualsiasi cosa” ho detto ai miei figli all’uscita di scuola oggi dopo i miei primi 10 km.
Quando la fatica ha iniziato a farsi sentire ho iniziato a ripetermi continuamente che ogni mio km avrebbe dimostrato ai miei figli che ce la possono fare. A non scoraggiarsi, ad usare tutte le loro potenzialità, ad andare sempre avanti. A fermarsi quando è giusto farlo.
Ecco il mio mantra: un altro km, un altro capitolo.
Qual è il vostro?

In fuga con la creatività…

In questi mesi abbiamo parlato spesso del nostro concetto personale di fuga e abbiamo anche spesso sottolineato come la fuga più importante, prima che quella fisica vera e propria, sia quella fatta con la fantasia.
Ci sono tanti modi diversi di fuggire con la fantasia: a volte basta immergersi nella lettura di un bel libro, a volte basta guardare un film, molte volte io sento invece il bisogno di CREARE.
E quando dico creare sono tantissime le cose a cui penso: cucito, uncinetto, disegno, diy in generale. 
Non penso di essere particolarmente brava in nessuna di queste attività in particolare, però provo sempre a fare un po’ di tutto, ovviamente a modo mio. 
E la soddisfazione di vedere il risultato finale è davvero impagabile.
C’è una frase di Albert Einstein che amo molto e che uso spesso quando devo parlare di me. 
 
La frase è questa

Cioè: ” Non ho talenti speciali, sono solo appassionatamente/ardentemente curiosa”.

La uso molto spesso perchè penso che bene esprima il mio rapporto con il ‘saper fare’: poco importa se il risultato finale magari non sarà perfetto: ma il sapere di essere stata io a fare o creare qualcosa, oppure a trasformarla come me la immaginavo mi rende, semplicemente, molto felice.
E direi che non è poco davvero.
Creare è l’attività che più mi fa sentire libera: quando ‘creo’ o costruisco qualcosa lascio la mente libera di vagare, mentre le mani, a modo loro sapienti, sanno già esattamente cosa devono fare.
E’ come fosse un rito magico, come mischiare pochi ingredienti per creare una pozione. E’ più della semplice somma o mescolanza degli elementi: possiede quella scintilla e magia in più che solo ‘creando’ qualcosa si riesce a sprigionare.
Ecco, questa scintilla mi fa sentire viva.
Una volta coltivavo anche un piccolo blog in cui cercavo di dar sfogo a questa mia passione, però era diventato molto difficile riuscire seguirlo e a pubblicare con costanza, perchè non creavo più qualcosa per il semplice gusto di farlo: il fatto di dover fotografare ogni fase del progetto, aggiungere spiegazioni ecc. rendeva tutto molto più complicato e decisamente meno rilassante.
Poi è arrivata Barbara e sono nate le Mamme in Fuga e da allora ho tenuto tutti i miei esperimenti solo per me, abbandonando un po’ al suo destino il mio vecchio blog. (Se siete curiose di vedere qualcuno dei mie pasticci, vi basta cercarmi qui: www.larobi.it).
Ho incanalato le mie energie e il mio tempo libero a progettare, sognare, CREARE, il blog insieme a Barbara ed ora che cominciamo davvero a sentirci felici e soddisfatte del nostro lavoro e che vediamo che cominciano a concretizzarsi le nostre idee, abbiamo pensato insieme che forse è arrivato il tempo per rispolverare un po’ di questa mia passione e di cominciare a creare una piccola rubrica di pasticci e creazioni varie anche qui su Mamme in fuga. 
Ancora non sappiamo bene che strada prenderà, però intanto noi cominciamo a lavorarci.
Insomma creare è per me una terapia alle giornate storte, è mettere un attimo da parte lo stress e i pensieri per poi tornare ad affrontare la vita e i suoi problemi un po’ più rigenerata, un po’ più ricaricata.
Quindi, spero che vorrete condividere con noi anche questa nuova piccola avventura.
Nel frattempo vi diamo appuntamento a questo sabato (29 novembre) al Mammacheblog Creativo: sarà l’occasione per incontrarci, abbracciarci finalmente anche nel mondo reale e per ‘pasticciare’ un po’ insieme. 
Noi vi aspettiamo! 

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