Month: febbraio 2015 (page 1 of 4)

Una serata in pizzeria

Sabato sera in pizzeria: io e mio marito soli dopo tanto tempo.
Di fianco a noi e di fronte a me due “tavolate” di gente. Da una parte un gruppo di genitori, dall’altra i loro figli, un bell’insieme eterogeneo di bambini e ragazzi che va da un minimo di sette anni ad un massimo di 14, più o meno.
“Chissà che casino faranno!” penso tra me e me.
Invece silenzio assoluto. Mi sembra strano e la cosa richiama la mia attenzione.
Al tavolo dei genitori chiacchiere e risate, tutto normale.
Al tavolo dei ragazzi non vola una mosca, li osservo. Se c’è un segreto devo saperlo!
A capotavola un adolescente con cuffie alle orecchie e occhi puntati sullo schermo del telefono: assente.
Tre ragazzine di circa dodici anni gli sono di fianco. Ognuna guarda il suo cellulare e digita freneticamente sui tasti. Una di loro prende la lattina di Coca Cola e se la porta alla bocca senza nemmeno alzare lo sguardo, come un automa. Le altre due sorridono in direzione del telefono, ognuna del suo. Sorridono al telefono.
A seguire un gruppetto di bambini in età da scuola primaria che giocano a loro volta con i cellulari.
Arriva la pizza, a noi e a loro quasi in contemporanea.
E’ buonissima e io la divoro con gusto.
Alzo di nuovo lo sguardo. Sul tavolo dei ragazzi dieci pizze intere, forse non le hanno nemmeno viste.
Il proprietario del locale, che sta sparecchiando i tavoli, è in evidente imbarazzo.
Si avvicina, non dice nulla, si allontana. Lascia loro ancora del tempo. Spera.
Nessuno sembra notarlo. I genitori chiacchierano. Le pizze si raffreddano.
Improvvisamente I ragazzi si mettono le giacche ed escono. Sono in gruppo ma non si parlano e continuano ad interagire solo ed esclusivamente con la tecnologia.
Il proprietario ritorna e chiede ai genitori quale sarà il destino delle dieci pizze. Loro ridono e dicono di portarle pure via.  Lui, gentilmente, prova ad insistere e propone un take away. Loro rifiutano.
Una mamma telefona per chiamare i ragazzi tre metri più in là ed informarli che è l’ora di andare. Li ritrovo all’uscita con i loro telefoni e vorrei raccontargli di quella volta che in pizzeria io, mio fratello e mia cugina abbiamo fatto cadere, giocando, un mobile con sopra le damigiane di vino in vetro. Un disastro, ce lo raccontiamo ancora adesso che sono passati trent’anni e, vergognosamente, ci ridiamo su. Non lo faccio.
Magari manderò loro un sms domani.
http://www.bigodino.it/

BUCKET LIST

Nello scorso post parlavo di liste di piccole cose che ci rendono felici.
Qualche settimana prima avevo scritto un altro post parlando dei sogni che vorrei (che voglio!) realizzare in questo anno. Anche qui un’altra lista, che però avevo tenuto solo per me.
Eccomi, io e le liste: una delle mie piccole ossessioni.
Scrivo liste di continuo e su di tutto (anche se, stranamente, non scrivo mai quella della spesa!).
Puntualmente, ogni volta che apro un libro, frugo in una borsa o in cassetto, una delle mie vecchie liste si ripropone.
Spesso, purtroppo, non ho nemmeno fatto tutto quello che avevo scritto.
Diciamo che, anche in questo caso, lo scopo delle mie liste è più che altro terapeutico: mettere nero su bianco ciò che voglio fare, riorganizzando le idee e, in qualche modo, illudermi di essermi già data da fare e messa all’opera.
Mi segno davvero tutto: dall’elenco delle cose da fare durante la giornata, ai regali di Natale (che magari però mi vengono in mente ad Agosto), alle idee per sistemare la casa, ai film e libri che voglio assolutamente vedere e così via.
E in questo caso per me non c’è tecnologia che tenga: posso avere tutti i calendari sincronizzati e tutte le App del mondo, ma per questo genere di cose ho ‘bisogno’ ancora (e sempre!) di carta e penna.
Tra tutte le liste più semplici e quotidiane, negli ultimi anni ho cominciato a scriverne una davvero particolare.
E’ la mia BUCKET LIST, cioè l’elenco di tutti gli obiettivi che voglio raggiungere, i sogni che voglio realizzare e le esperienze che voglio fare.  Ma questo non in un periodo di tempo specifico e determinato (tipo nel 2015), ma tutto ciò che voglio riuscire a fare nella vita. Lo so che detto così sembra un po’ troppo impegnativo e mette forse un po’ di ansia ma in realtà è bello, per capire un po’ chi siamo e cosa vogliamo fare.
Il termine inglese non credo abbia una sua traduzione specifica in italiano ed anche l’origine del nome è incerta: alcuni dicono che derivi dall’espressione ‘kick the bucket’ (dare un calcio al secchiello). Altri invece dicono che derivi da un film americano del 2007 (che in origine aveva proprio questo titolo – ‘Non è mai troppo tardi’ in italiano) in cui i protagonisti cercano di fare tutte una serie di cose chr aveva sempre sognato di fare quando scoprono di avre poco tempo ancora da vivere.
Perchè fare una lista del genere?
Fare una lista aiuta a non perdere di vista i nostri obiettivi, così che possiamo fare qualcosa di concreto per raggiungerli ogni giorno. E’ un esperimento interessante e compilarla è molto semplice: basta provare a fermarsi un attimo per capire quali sono le cose che avremmo sempre voluto fare.
Quali paesi vorresti visitare? Ci sono delle lingue che vorresti imparare? Delle esperienze che vorresti fare? Delle persone che vorresti ritrovare?
Ecco, nella tua Bucket List metti tutte queste cose. Scrivi tutto quello che ti viene in mente, anche se ti sembra ridicolo e impossibile. E’ importante è lasciarsi andare e lasciare le idee fluire sulla pagina. E non per forza devono essere cose grandiose o che ti cambiano la vita, possono essere anche piccole esperienze che avresti sempre sognato di fare.
Io ad esempio non sono mai stata ad un Planetario ed è una cosa che invece ho sempre desiderato.
Oppure sogno da sempre di fare un graffito.
Ho scoperto addirittura che esiste un sito (ne esiste più di uno in realtà) in cui è possibile creare la propria lista, condividerla e sbirciare anche quella degli altri. Un po’ per trovare suggerimenti su cose da aggiungere alla nostra, un po’ perchè troviamo anche i racconti di chi ce l’ha fatta e dalle cui parole possiamo trarre ispirazione ed incoraggiamento.
Ognuno di noi ha la sua lista, anche se spesso resta solo nella propria mente.
Invece penso che sia importante tirarla fuori e metterla nero su bianco e cominciare a darsi da fare per realizzarla. Cominciando proprio magari dalle piccole cose, per assaporare il gusto della soddisfazione di riusciure a realizzarle.
Io, fra le altre cose, ci ho messo pure quello di correre una mezza maratona…chissà!

 

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